Benevento (Benevient in beneventano) (Beneventum in Latino) è un comune della Regione Campania, capoluogo dell'omonima provincia, conosciuta anche come Sannio. Con i suoi 62.940 abitanti è il nono comune più popoloso della regione.
Città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia, Benevento vanta un buon patrimonio storico ed archeologico. Una leggenda che risale al medioevo la vuole la "città delle streghe", fama che sopravvive ancora oggi.
Benevento è sede dell'Università degli Studi del Sannio e dell'Arcidiocesi di Benevento. Sta vivendo un periodo di intense trasformazioni, con un occhio soprattutto al turismo sempre in crescita.
Geografia
La città si trova nell'entroterra appenninico della Campania, nella parte meridionale della regione storica del Sannio, in una posizione quasi equidistante dai mari Tirreno e Adriatico.
È posta in una conca circondata da colline; ad ovest in particolare, oltre la Valle Vitulanese, si trova il massiccio del Taburno Camposauro: le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, la Dormiente del Sannio.
Dalla parte più alta della città si possono scorgere le cime del Monte Mutria del Matese a nord-ovest, l'alta cortina del Partenio con il monte Avella a sud, il brullo Trimunzio montecalvese a sud-est e le appendici dei monti Dauni a est.
La città è attraversata da due fiumi: il Calore Irpino, affluente del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco ad ovest del centro cittadino.
Il territorio su cui si estende la città è piuttosto ondulato. Il suo centro infatti si eleva su una collina nel mezzo della vallata, ed alcune contrade sorgono su altre colline circostanti. L'altezza media sul livello del mare è pari a 135 m, con una minima di 80 m ed una massima di 495 m, pari ad un'escursione di 415 m.
Clima
Il clima di Benevento ha tratti sensibilmente più continentali di quello, marittimo, del Casertano e del Napoletano. Nel semestre invernale la temperatura in genere è più bassa; le piogge sono relativamente frequenti, così come nebbia e brine. Le correnti umide australi provenienti dal Mar Tirreno incontrano qui i primi baluardi appenninici (il Taburno ed il Partenio), dietro ai quali si ha uno sbalzo di temperatura: a contatto con un ambiente meno caldo, la saturazione del vapore acqueo nell'aria viene facilitata e così le precipitazioni.
Benevento ha quindi un clima di tipo appenninico, con temperatura media annua di 15,8 °C. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è 7,1 °C,quella del mese più caldo (agosto) è di 24,7 °C. . Le precipitazioni sfiorano i 700 mm l'anno e si manifestano specialmente nelle stagioni autunnali e invernali. In inverno non sono rare le precipitazioni nevose. La temperatura più alta registrata in città fu di 42 °C al 18 luglio del 1884, mentre la minima fu di -11 °C al 21 gennaio del 1891. L'umidità nel periodo invernale è mediamente del 72% ed in quello estivo del 57%.
Storia
Fondazione
La fondazione di Benevento risale a tempi remoti. Una leggenda narra che Benevento debba le sue origini all'eroe greco Diomede,sbarcato in Italia dopo la distruzione e l'incendio di Troia e secondo Procopio di Cesarea avrebbe anche ospitato l'incontro tra Diomede ed Enea . Una moneta del IV secolo a.C., attribuita alla città e recante impresso l'emblema del cavallo e la scritta Malies, avvalorerebbe la tesi dell'origine greca, in quanto il cavallo era il simbolo particolare di Diomede. In realtà, la fondazione si dovrebbe agli Osci, passando successivamente ai Sanniti. Inoltre, la parola Malies (o Malocis), nome probabilmente osco o sannita, sarebbe all'origine del primo nome della città che era Maloenton, da cui quello latino di Maleventum o Maluentum. Del periodo pre-romano la città offre ceramiche e bronzi del secolo VIII e VII. A tal proposito è interessante sottolineare che secondo lo studio linguistico dei Toponimi, la radice *Mal- (con possibile significato di "pietra") non sarebbe riconducibile ad una radice indoeuropea, per questo motivo si ritiene che questo toponimo (ricorrente in molti luoghi in Europa ed in particolare in Italia), sia una lascito nelle lingue indoeuropee ( a cui appartengono l'Osco e il Latino), della lingua parlata prima dell' arrivo di questi popoli in età neolitica. Negli ultimi anni alcuni studiosi vanno ipotizzando un'origine diversa della città, che avrebbe preso nome di Civitate Beneventana, così come si chiamò una zona dell'attuale territorio cittadino nel corso del Medioevo.
I Romani
Per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., Maleventum, definita a proposito della prima guerra sannitica quale fiorente centro del Sannio Meridionale. Nei suoi pressi, le legioni di Papirio Cursore e di Bibulco sconfissero, nel corso della seconda guerra sannitica, le truppe sannitiche.
Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C., il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la terza guerra sannitica gli Apuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento con i Sanniti.
Nel 275 a.C., i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per lo sviluppo della città.
Per assicurarsi il possesso di Benevento, vennero dedotti nel 268 a.C. il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino.
A quest'epoca risale il nome di Beneventum, mutuato da Maleventum, considerato di cattivo augurio.
Durante la seconda guerra punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio.
Nel 209 a.C. fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di uomini e denaro per continuare la guerra.
L'importanza della città crebbe con la realizzazione della via Traiana, nuovo tracciato della via Appia.
Nell'86 a.C., i Romani la elevarono al rango di municipium.
Verso la fine della Repubblica, Benevento viene descritta come una delle città più floride del Meridione.
Augusto, nel 42 a.C., vi deduce una nuova colonia, mentre da Nerone viene dedotta una terza colonia, che prende il nome di Concordia, come è documentato anche nelle iscrizioni del regno di Settimio Severo: Colonia Julia Augusta Concordia Felix.
Adriano poi la unì alla Campania.
Benevento trasse particolari benefici dall'essere situata su una importante arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia.
Vi confluivano la vecchia via Latina e la via Egnazia.
Traiano la scelse quale punto di partenza per la via che prese il suo nome.
Fu così che per tutto il III e IV secolo d.C. la città prosperò in modo particolare, arricchendosi di numerosi e splendidi monumenti.
In quel periodo fu la città più popolosa del Meridione dopo Capua.
Medioevo
Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta da un terribile terremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile declino, favorito anche dalla crisi dell'Impero romano d'Occidente.
Nel 410 d.C., subì l'invasione dei Visigoti e nel 455 quella dei Vandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Nel 490 d.C. fu presa dai Goti, nel 536 o 537 liberata da Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da Totila.
Nel 571 i Longobardi vi fondorono il ducato di cui Zottone fu il primo duca fino al 591. L'ultimo fu Arechi II, genero di re Desiderio, dal 778 al 787. Protetto dalla sua grandezza, dalla situazione appartata e dalle difficoltà di portarvi e sostenervi guerra, il ducato si mantiene incolume davanti alla minaccia dei Franchi e lo stesso Carlo Magno è costretto ad arrestarsi ai suoi confini. Nell'840, dopo la morte violenta di Sicardo, il dominio fu diviso nei due principati di Benevento e Salerno e nella contea di Capua. Seguì la serie dei principi indipendenti di Benevento da Radalgisio a Landolfo VI. Nel 969, papa Giovanni XIII innalzò Benevento a Chiesa metropolitana. Il principato finì nel 1053 con la battaglia di Civitate e la presa di Benevento da parte di Riccardo I di Aversa e Roberto il Guiscardo. Nel 1077, Enrico III la cedette alla Chiesa.
Fu per qualche anno in mano ai Normanni (1078 - 1081), rimanendo poi per secoli un'enclave pontificia nel Regno di Napoli, governata da rettori papali, pur fra alterne vicende: vi furono infatti tentativi di conquistarla da parte di Federico II e Manfredi di Svevia, che qui rimase ucciso in una battaglia contro Carlo d'Angiò. Fu sottratta alla Chiesa durante le lotte tra Angioini e Aragonesi.
Età moderna
Nel 1458, papa Callisto III, alla vigilia della sua morte, crea il nipote Pedro Luís duca di Benevento, infeudazione illusoria, in quanto la città è saldamente tenuta da re Ferrante.
Alessandro VI, per non essere da meno, confermando a Federico d'Aragona l'investitura del regno di Napoli, nel 1497 l'ottiene per il figlio Giovanni, già duca di Gandia, principe di Tricarico, conte di Garinola e di Claromonte, nonché Gonfaloniere della Chiesa. Benevento fu poi turbata dalle lotte intestine sorte tra la fazioni di Castello e quella della Fragola (Fravola), concluse con la pace del 1530.
Nel Seicento, però, pestilenzie, carestie e terremoti annientarono gli sforzi compiuti e impoverirono sempre più la città. Benevento ritrova serenità sotto il papa, salvo un breve assedio operato dagli spagnoli dal 4 settembre al 28 settembre 1633.
Nel 1688 fu distrutta da un terremoto. Si salvò dalle rovine del suo palazzo il cardinale arcivescovo Orsini, il futuro Benedetto XIII, che non solo ricostruì la città, ma ne incrementò tutte le attività. Nel 1702, Benevento fu però squassata da un nuovo cataclisma e il Pastore non desisté dalla sua opera, tanto da essere celebrato come Alter Conditor Urbis ("nuovo fondatore della città").
Con l'arrivo in Italia di Napoleone Bonaparte nel 1798, Benevento fu dapprima occupata da Ferdinando IV di Borbone. In seguito, Napoleone la fece sede di un nuovo principato, retto dal Talleyrand (1806). Tornata alla Chiesa con la Restaurazione, nel 1860 i garibaldini di Salvatore Rampone la sottrassero al dominio pontificio, e fu così annessa al nascente Regno d'Italia.
Dopo l'unità d'Italia
Cominciava così una nuova vita per la vetusta città, che riprendeva nel Mezzogiorno d'Italia la sua funzione, sviluppandosi notevolmente nel suo complesso urbano ed abbellendosi di edifici interessanti e di bei monumenti, progredendo nell'agricoltura, specie nella coltivazione dei tabacchi e dei cereali, nelle famose industrie dolciarie, meccaniche, dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle istituzioni assistenziali e culturali.
Né tale fervore poteva essere spento dall'immane distruzione del secondo conflitto mondiale, allorché la cittadinanza diede tale prova di coraggio e di abnegazione, da meritare la Medaglia d'Oro al Valor Civile (15 giugno 1967). La città fu bombardata dagli Alleati nel 1943: duemila abitanti morirono e oltre la metà della città rimase distrutta.
Ingenti danni furono poi causati da un'alluvione nel 1949. Da allora ad oggi Benevento si è notevolmente espansa, ed è tuttora oggetto di grandi interventi di riqualificazione.
La città
Centro storico
Il centro storico di Benevento si trova su un'altura fra il corso dei fiumi Calore e Sabato, digradante verso la loro confluenza, ad ovest. È attraversato da un asse viario principale costituito dal Corso Dante e dallo spazioso Corso Garibaldi, sul quale si aprono alcune piazze (Cardinal Pacca, Duomo, Orsini, Roma, Matteotti). Nel punto più alto si trova il castello, la Rocca dei Rettori.
Nei due corsi confluisce un'irregolare rete di vicoli, nella quale sono distinguibili alcuni rioni storici, fra cui i medievali Piano di Corte e Triggio, situati rispettivamente all'estremo nordorientale e sudoccidentale. I longobardi eressero una cinta muraria che includeva tutta la zona, della quale oggi rimangono oggi solo alcuni tratti. L'acropoli di Benevento conserva una cospicua quantità di monumenti, di cui i principali sono posti su Corso Garibaldi.
Quartiere Mellusi-Atlantici
La zona nuova del centro cittadino sorge ad est del centro storico, continuando la salita della stessa collina. Lo attraversano due lunghi viali alberati: Viale Antonio Mellusi, costruito nel dopoguerra, e Viale Atlantici, prosecuzione ideale di Corso Garibaldi, completato nel 1932 su progetto dell'ingegnere Gennaro De Rienzo e dedicato ai "Trasvolatori Atlantici".
All'inizio dei due lunghi viali si trovano, ripettivamente: la grande Piazza Risorgimento, in cui si trova la sede della Banca d'Italia e si tiene il mercato della frutta; e Piazza IV Novembre, su cui si apre l'ingresso della rinomata Villa Comunale.
Il quartiere è costituito principalmente da palazzi, ingentiliti da molto verde. Risalendo Viale Atlantici si trovano la sede della Soprintendenza ai Beni Archeologici (nell'ex convento di San Felice), il Seminario Arcivescovile, la Scuola Allievi Carabinieri. Circa a metà del viale, sulla destra vi è un crocefisso posto nel XIX secolo.
Nel quartiere si trova inoltre il Teatro-Auditorium Nicola Calandra. I viali Mellusi ed Atlantici ad est si ricongiungono portando ad un un piazzale sopraelevato, dove si trova il Convento dei Cappuccini.
Pacevecchia
Proseguendo lungo l'altura seguendo Via delle Puglie, si incontra la zona residenziale di Pacevecchia. Qui si trova l'ospedale cittadino, il Gaetano Rummo. La contrada presenta graziose villette e fabbricati di nuova costruzione, e si sviluppa attorno al magnifico parco di Villa dei Papi, residenza del vescovo Orsini. A Pacevecchia si trova lo stadio in cui gioca il Rugby Benevento.
La contrada prende il nome dalla pace che fu qui firmata dalle fazioni cittadine nel 1530, dopo quasi un secolo di avversità. Visto il contributo fornito dal padre cappuccino Lodovico da Napoli per la sottoscrizione dell'accordo, il Comune volle ringraziare i frati permettendo loro di costruire un convento. La costruzione originaria sorse in una collocazione diversa da quella odierna: distrutta da un terremoto, fu sostituita dalla villa dell'Orsini.
Rione Ferrovia
Il Rione Ferrovia si trova a nord del fiume Calore; il principale collegamento con il centro è costituito dal Ponte Vanvitelli. Subito dopo il ponte si incontra piazza Leonida Bissolati da cui a sinistra si aprono via Valfortore (già Francesco Paga), che conduce ale vie di collegamento con i Comuni del Fortore, e il Lungocalore Manfredi di Svevia (ove si ritiene che un tempo sorgesse la chiesa di San Marciano, già diruta nel XVIII secolo, nella quale papa Adriano IV diede a re Guglielmo I di Sicilia l'investitura di Duca di Puglia e di Sicilia, come si legge nelle cronache).
Il rione è attraversato dal viale Principe di Napoli, che porta dal ponte alla stazione ferroviaria (da cui il nome). Lungo il suo corso si trovano la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e l'Ospedale Sacro Cuore di Gesù, tenuto dall'ordine religioso dei Fatebenefratelli.
L'abitato non si protrae molto profondamente nelle traverse che partono dal viale: ad est del rione si trova la zona industriale di Pezzapiana. Nel Rione hanno inoltre sede le due principali industrie dolciarie della città: le Fabbriche Riunite Torrone di Benevento e la Strega Alberti (di fronte alla stazione).
Poco dietro la stazione si trova la rotonda dei Pentri, al centro della quale è stato eretto un monumento a Padre Pio.
Porta Rufina
La collina del centro storico presenta una forte pendenza verso sud, ai piedi della quale vi è la zona di Porta Rufina, detta così da un ingresso della città andato distrutto. Il collegamento con la zona alta avviene principalmente tramite Piazza Orsini e Via delle Puglie, lungo la quale si trova la Facoltà di Scienze Economiche dell'Università. Nel rione si apre piazza Commestibili, sede del mercato alimentare fino ad inizio Novecento, dalla fine del 2007 adibita a galleria commerciale. Vi è inoltre l'ufficio postale centrale della città.
Rione Libertà
Il ponte Santa Maria degli Angeli, attraversando il fiume Sabato, conduce da via Porta Rufina su via Napoli, fiancheggiata a destra da un lungo prato alberato e a sinistra da una serie di negozi posti in piccole costruzioni isolate, le quali peraltro hanno suscitato numerose critiche perché ritenute antiestetiche. Oltre, sui due lati si estende il quartiere più abitato della città, il popolare Rione Libertà, intitolato alla liberazione nazionale nella seconda guerra mondiale, detto anche «le palazzine».
Del rione è rappresentativa soprattutto la parte ad ovest di via Napoli: costruita nel secondo dopoguerra in base ai principi del Razionalismo italiano, presenta strade ortogonali, in cui si aprono vasti spiazzi liberi. Molti dei palazzi per abitazioni, dall'aspetto sobrio e massiccio, sono in cattive condizioni. Fra di essi si trova la chiesa di San Modesto.
Le zone ad est di via Napoli presentano una topografia meno regolare, poiché i palazzi non sono stati costruiti secondo un piano unico. Qui si trova un'altra chiesa moderna, dedicata alla Madonna Addolorata. Il settore nord-est assume in genere un altro nome, Santa Colomba. Vi si trovano il moderno Centro Servizi Amministrativi della Provincia di Benevento, lo stadio Santa Colomba, e fra i due, alcune scuole secondarie superiori. Attorno allo stadio si svolge, il sabato, il più grande mercato cittadino.
Procedendo verso sud, via Napoli si allaccia sulla SS7 Appia, salendo sull'altura della contrada San Vito.
Monumenti
Arco di Traiano
È non solo il massimo monumento della città, ma uno dei migliori esemplari dell'arte traianea ed il più insigne arco onorario romano. Ha un solo fornice. Fu eretto, come attesta l'iscrizione ripetuta sull'attico delle due fronti, dal senato e dal popolo romano nel 114 all'inizio della nuova via Traiana, per ricordare ed esaltare il governo dell'optimus princeps, e terminato nel 117. I piloni sono decorati con bassorilievi; in particolare la faccia dei piloni rivolta verso la città presenta scene di pace, l'altra scene militari. L'Arco fu inserito nel medioevo nella cinta di mura della città, della quale costituì la Porta Aurea.
Ponte Leproso
Il Ponte Leproso era l'attraversamento sul fiume Sabato tramite il quale la via Appia arrivava in città. Restaurato sotto Settimio Severo e Marco Aurelio Antonino, fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli. Allo stato attuale ha quattro arcate. Chiamato originariamente Ponte Marmoreo, deve probabilmente il nome attuale ad un vicino lebbrosario del Medioevo. Nelle sue vicinanze sorge l'antico cimitero di Santa Clementina.
Teatro romano
Il nuovo prevalere, sulla severa arte traianea, delle correnti elleniche promosse da Adriano trovò in Benevento il suo documento aulico nel grandioso Teatro, dalla scena che si stagliava preziosa di marmi policromi verso il virgiliano Taburno, dalla cavea candida e luminosa, dagli atri scintillanti di mosaici e di stucchi. Fu costruito sotto l'imperatore Adriano (inaugurato nel 126) ed ingrandito da Caracalla tra il 200 e 210. Realizzato in opus latericium, ricorda il Teatro di Marcello di Roma. Misura 90 metri di diametro e può contenere circa 10.000 spettatori. Si è perso gran parte del rivestimento marmoreo; sono giunti fino a noi la cavea, la scena, il primo e parte del secondo dei tre ordini di arcate.
Chiesa di Santa Sofia
La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale circa al 760, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di diametro 23,50 m. Si tratta di una delle chiese più importanti della Langobardia Minor giunta fino ai giorni nostri, notevole soprattutto per la sua originalissima pianta stellare e la disposizione anomala dei pilastri e delle colonne (un esagono circondato da un decagono).
Fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie furono nascoste, e furono riscoperte solo con il discusso restauro del 1951.
La chiesa è parte di un più ampio complesso monumentale di cui fanno parte l'ex monastero, ora sede del Museo del Sannio, il campanile settecentesco e la fontana al centro della piazza, che si affaccia sul Corso Garibaldi.
Rocca dei Rettori
Il castello di Benevento, meglio conosciuto come Rocca dei Rettori, si trova nel punto più elevato della città, a dominare le valli dei fiumi Sabato e Calore, e le due importanti e antiche via Appia e via Traiana. Il sito era già stato utilizzato dai Sanniti, che vi avevano costruito una serie di terrazzi difensivi, e dai Romani, che vi costruirono un edificio termale (Castellum aquae), i cui resti possono ancora essere visti nel giardino del castello. I benedettini vi ebbero un monastero. La Rocca ricevette il nome attuale nel Medioevo, quando divenne sede dei governatori per conto del papa, i Rettori.
Il castello è di fatto costituito da due edifici distinti: il Torrione, costruito dai Longobardi a partire dall'871, e il Palazzo dei Governatori, costruito dai papi a partire dal 1320.
Duomo
Sorto nel 780, fu ampliato nel XII secolo: a quell'epoca risale la facciata in stile romanico pisano, a tre portali, sormontate da un ordine di arcate e da una loggia. Il massiccio campanile in stile gotico è invece del 1280. Nel XVIII secolo il Duomo fu ulteriormente arricchito. Fu quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del 1943: ne rimasero soltanto il campanile, la facciata e la Cripta con i suoi affreschi, nonché la porta di bronzo del XII secolo, la Janua Major, composta da 72 formelle con bassorilievi (citata tra l'altro nel film Hannibal con Anthony Hopkins), recentemente restaurata. Il Duomo attuale, ricostruito nel dopoguerra, ha 5 navate. Sono in corso lavori di ripristino dell'aspetto antecedente la distruzione del 1943.
Hortus Conclusus
L'Hortus Conclusus era l'orto del convento medievale dei Padri Domenicani. Dal 1992 ospita un'installazione permanente dell'artista beneventano Mimmo Paladino, uno dei più grandi esponenti della Transavanguardia. L'Hortus vuole essere una sorta di galleria d'arte libera e immersa nel verde. Le opere dell'artista (il Cavallo, il Disco, la Testa equina, il Teschio) si alternano a resti dell'epoca romana (pezzi di colonne, di capitelli e di frontoni) creando un contrasto che comunica la complessa cultura del Sannio, e che rimane aperto a diverse interpretazioni.
Altri monumenti
Antichi
- Ponte Valentino poco fuori della città
- Anfiteatro romano
- Arco del Sacramento
- I Santi Quaranta
- Obelisco egizio dal tempio di Iside
- Bue Apis
- Via delle Rose
Medievali
- Mura longobarde
- Chiesa di Sant'Ilario a Port'Aurea
- Chiesa del Santissimo Salvatore
- Chiesa di San Francesco alla Dogana
- Chiesa di San Donato
- Chiesa di Sant'Agostino
Cinquecento e Seicento
- Chiesa del Carmine
- Palazzo Paolo V
- Ex convento di San Felice
- Chiesa dell'Annunziata
- Chiesa di San Domenico
- Villa dei Papi
Settecento
- Chiesa di San Filippo
- Chiesa e convento di San Pasquale
- Chiesa di San Bartolomeo
- Convitto Nazionale Pietro Giannone
- Ponte di Santa Barbara
- Chiesa di Santa Teresa
- Monastero delle Orsoline
- Fontana a Papa Orsini
- Chiesa di Santa Maria della Verità
- Epitaffio a pochi km dalla città, sulla via Appia, segnava il confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli
Moderni
- Basilica della Madonna delle Grazie
- Palazzo del Governo
- Teatro comunale Vittorio Emanuele
- Camera di Commercio
- Flans Te Alo
- Palazzo Arcivescovile
- Palazzo della Banca d'Italia
- Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
- Ponte Vanvitelli
- Monumento a Leonardo Bianchi dello scultore Michelangelo Parlato
- Memoriale a padre Pio
- Palazzi nobiliari costruiti tra Seicento ed Ottocento: Palazzo De Simone, Palazzo Terragnoli, Palazzo Mosti, Palazzo Annubba, Palazzo Andreotti Leo, Palazzo Collenea Isernia, Palazzo Pedicini (oggi dei Polvere), Palazzo Pacca (oggi dei Mazzella).
- Altre chiese: San Modesto (prende il nome da una chiesa distrutta), Santa Lucia, San Nicola (trasformata in auditorium), San Cristiano, SS. Cosma e Damiano, San Vittorino, Santa Maria Degli Angeli, San Gennaro, Santa Rita.
Parchi
- La Villa Comunale, all'estremità più elevata del centro storico, fu realizzata fra il 1875 ed il 1880 su progetto di Alfredo Dehnardt. È assai armoniosa nelle sue linee strutturali, che assecondano la conformazione naturale del luogo. Le aiuole sono ornate da busti di illustri personaggi sanniti: è notevole il monumento al patriota Salvatore Rampone, realizzato dallo scultore Nicola Silvestri nel 1925. La flora del luogo è costituita da alberi secolari, pini, cedri ed ippocastani. Bello il laghetto, con cigni e varie specie di pesci.
- I giardinetti Francesco Pepicelli si trovano all'estremità alta del viale Atlantici. Abbelliti negli anni Novanta, sono un belvedere che guarda sulla zona bassa della città, e sulla vallata del Sabato. Costeggiano un quadrivia oltre il quale si trova la caratteristica chiesetta dell'Angelo, di recente restaurata.
- Fido park è l'unico parco giochi per cani in Campania, inaugurato il 22 settembre 2007.
Cultura e ricerca
Istruzione
Benevento è sede dal 1980 dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Redemptor hominis", istituto accademico eretto dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, che rilascia i titoli di Laurea in Scienze Religiose abilitanti all'insegnamento della religione cattolica nelle scuola di ogni ordine e grado, nonché offre una serie di percorsi di approfondimento della fede per laici e religiosi (www.issrbn.it)
Logo dell'Università del Sannio
Dal 1990 Benevento è sede dell'Università degli Studi del Sannio, ospitata in varie strutture cittadine. L'ateneo è rinomato soprattutto per la formazione nel campo dell'informatica.
A Benevento si trovano inoltre il Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala, nell'ex palazzo De Simone in Piazza Arechi II; e il Centro di Cultura Raffaele Calabrìa, nel Palazzo Arcivescovile, legato all'Università Cattolica.
La formazione professionale è affidata alla scuola la tecnica, ente storico della città. (www.scuolalatecnica.it)
Musei
Il principale museo di Benevento è il Museo del Sannio, allestito nella Rocca dei Rettori, che ospita la sezione storica, e nel chiostro della chiesa di Santa Sofia: qui si trovano importanti reperti di epoca sannitica, romana, longobarda, e una serie di opere d'arte dei secoli dal XVI al XX; inoltre una raccolta numismatica e di volumi e documenti antichi.
Il Museo Diocesano è una raccolta di quanto è stato possibile salvare dalla distruzione del duomo di Benevento durante la seconda guerra mondiale. È situato nella sua cripta, che in realtà è la prima chiesa su cui poi fu elevata la cattedrale. Oltre a conservare antichi affreschi, ospita la cattedra vescovile detta di San Barbato, e quanto rimane dei tumuli dei principi longobardi una volta situati in piazza Duomo.
Il Museo d'Arte Contemporanea Sannio (ARCOS), inaugurato il 25 giugno 2005, si trova nel piano seminterrato del Palazzo del Governo; oltre a possedere un'esposizione permanente, organizza periodicamente mostre tematiche con opere dei grandi dell'arte contemporanea. Vi sono esposizioni anche al Palazzo Paolo V.
Infine, è da poco aperto il Musa (Museo della tecnica e del lavoro in agricoltura), nella contrada di Piano Cappelle. Oltre a ricostruzioni degli ambienti di una casa contadina, esso è principalmente una mostra dei macchinari usati in agricoltura nel corso della storia.
Biblioteche
La Biblioteca Provinciale Antonio Mellusi è ospitata dal 1975 nel Palazzo Terragnoli. Nata come raccolta di libri, documenti e riviste di valore storico, oggi è incentrata su testi didattici, scientifici, riguardanti il mondo moderno, i beni culturali in generale e in particolare quelli locali. Con la ristrutturazione del 1999 è stata creata inoltre una sezione Mediateca.
La Biblioteca Capitolare e la Biblioteca Arcivescovile Pacca si trovano nel palazzo arcivescovile; conservano una cospicua quantità di documenti storici dal Cinquecento in poi.
Di seguito le altre biblioteche.
Scolastiche:
- Biblioteca del Conservatorio di musica
- Biblioteca del Liceo classico P. Giannone
- Biblioteca Michele Orlando, Liceo scientifico statale G. Rummo
Ecclesiastiche:
- Biblioteca Le Grazie
- Biblioteca Pio XI, Seminario Arcivescovile
- Biblioteca del convento di San Francesco
Di altre istituzioni:
- Biblioteca del Museo del Sannio
- Biblioteca dell'Archivio di Stato
- Biblioteca della Camera di Commercio
- Biblioteca del Centro Raffaele Calabria
- Biblioteca dell'ex Banca sannitica, Villa dei Papi
- Biblioteca dell'Azienda ospedaliera G. Rummo
A queste vanno aggiunte le biblioteche dell'Università del Sannio.
Scienza e tecnologia
A Benevento si trova l'Osservatorio Astronomico del Sannio, il più grande d'Italia per ospitalità e recettività. Ideato e realizzato dall'astronomo Antonio Pepe a cui ne è affidata anche la direzione, si trova a Pacevecchia, la zona alta della città, presso il Centro congressi la Pace.
Sempre a Pacevecchia, nella Villa dei Papi, è stato installato il MARSec (Mediterrean Agency for Remote Sensing and Environmental Control), ovvero la centrale di controllo di una rete di satelliti per il monitoraggio ambientale che guardano sull'intero bacino mediterraneo, realizzata in collaborazione con l'Università del Sannio. I dati vengono messi a disposizione per il monitoraggio dell'agricoltura e delle acque, il riliveo cartografico, il rilevamento degli incendi. Sono in progetto collaborazioni con la NASA. Degno di nota il "camuffamento" artistico dell'antenna ricevente, opera di Salvatore Paladino.
Da poco attivo, infine, il GeoBioLab (Laboratorio Europeo Naturalità), in contrada Pontecorvo. Esso è un museo e laboratorio didattico dedicato alla geologia e alla biologia, strutturato in percorsi di esposizione.
Tradizioni
La "città delle streghe"
Benevento è comunemente nota come la "città delle streghe" (o, più propriamente, delle janare). La fama, consolidatasi grazie al libro De nuce maga beneventana del protomedico Pietro Piperno, è dovuta con tutta probabilità ai riti pagani che i longobardi svolgevano nei pressi del fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti, oppure dei guerrieri a cavallo infilzavano una pelle di caprone appesa ad un albero. Questi riti apparvero come demoniaci ai beneventani cattolici, che forse credettero di vedere dei sabba stregoneschi.
Più tardi i dominatori capirono che era molto più conveniente accettare la religione dei beneventani. Questa valutazione politica, forse ancor più della perseveranza di San Barbato, portò dunque i nuovi padroni a convertirsi nel 664. Ciò garantì una lunga e stabile prosperità alla città e ai suoi governanti, e portò all'abbattimento dell'albero sacro da parte di San Barbato. In questo luogo egli fece erigere un tempio intitolato a Santa Maria in voto.
Ma nei secoli successivi la credenza non si sopì, anzi si arricchì di nuovi elementi. Streghe provenienti da ogni dove, volando come il vento, si sarebbero riunite sotto un noce, ovvero l'albero dei longobardi inspiegabilmente risorto. Qui si sarebbero tenuti banchetti e orge con la partecipazione del demonio, dopo i quali le streghe avrebbero attuato sortilegi contro la popolazione. Numerose furono le donne processate per stregoneria che riferirono dei sabba sotto il noce di Benevento. Ancora oggi la credenza sopravvive come superstizione popolare.
Feste religiose
Nelle feste religiose del Sannio Beneventano vi sono ancora alcuni riti tradizionali di evidente origine pagana: di carattere pastorale quelle dei paesi transcalorini confinanti con la campania, e di carattere greco-orgiastico quelle dei paesi ciscalorini confinanti con la Campania; da circa un secolo vi è stato abolito in alcuni di essi qualche avanzo di sacrificio cruento con l'uccisione di un agnello o di un maiale. Le principali feste religiose di Benevento sono:
- Festa di Sant'Antonio abate 17 gennaio
- Fiera di San Giuseppe 19 marzo
- Festa di San Bartolomeo (santo patrono della città) 24 agosto
- Festa della Madonna delle Grazie 2 luglio
- Festa dei Santi Cosma e Damiano 26 settembre
Prodotti tipici
- Cucina: i primi piatti sono a base di pasta (condita con sugo di agnello o ragù). Tipici di tutto il Sannio sono i cecatielli, le lasagne, i cavatelli con i broccoli, le fiavole preparate con pasta sfoglia con ripieno di uova e formaggio e i panzerotti di San Giuseppe (a base di pasta sfoglia con ripieno di ceci e cannella). Altri piatti tipici sono il mugniatiello, involtino a base di fegato, polmone, prezzemolo, aglio, avvolti con budella di agnello e di legumi, preparati in vari modi, e il natalizio cardone, a base di germogli di carciofo opportunamente trattati.
- Liquori: liquore Strega, nocino, lacrime di Bacco
- Il torrone di Benevento:Nel I secolo d.C. il poeta latino Marziale annoverava la cupedia (più tardi "copeta"), progenitrice del torrone, tra i prodotti tipici di Beneventum e del Sannio in generale. Il nome cupedia, che letteralmente significa "cose desiderate" (o anche cupita, "desiderata") si rifà alla squisitezza di questo dolce che lo rendeva, appunto, desiderabile. Era un dolce a base di miele, albume d'uovo, mandorle o nocciole, diffuso tra le classi ricche come tra quelle povere. Ben poco si differenziava dal futuro torrone, che sarebbe nato come versione raffinata della cupedia, annasprato o ricoperto di grana di zucchero. La sua fama si diffuse a partire dal XVII secolo: a quei tempi in occasione delle feste natalizie era usuale inviarne ai prelati di Roma, capitale dello Stato Pontificio di cui Benevento faceva parte. Nel secolo successivo, infatti, nacque il Torrone del Papa, con zucchero liquefatto, pinoli e frutta sciroppata, oltre al Perfetto Amore, ricoperto di cioccolato, limone o caffè, e all'Ingranito, arricchito da confetti cannellini. Furono però i Borboni nel XIX secolo a valorizzare questo prodotto facendolo diventare una specialità natalizia: alla casata fu dedicato il Torrone della Regina.
Oggi viene prodotto prediligendo le tecniche artigianali e ne vengono prodotte nuove varietà che hanno pur sempre alla base la stessa ricetta vecchia di secoli. Gli ingredienti utilizzati provengono rigorosamente dal Sannio: così facendo vengono anche incoraggiate alcune produzioni locali, come quella del miele. La sua fama è nazionale; continua ad essere un dolce soprattutto natalizio: in particolare è diffuso il torrone bianco, alle nocciole o alle mandorle. Due le ditte produttrici principali: la Strega Alberti (nota anche per il liquore) e le Fabbriche Riunite del Torrone di Benevento, entrambe con sede al Rione Ferrovia. Ma è un prodotto tipico anche della provincia: da menzionare soprattutto il torroncino "Bacio" di San Marco dei Cavoti ricoperto di cioccolato, e il "Torroncino del Fortore" di Montefalcone di Val Fortore.
È in preparazione la richiesta per la registrazione IGP.
Economia
Produzioni
Il Beneventano è tradizionalmente una zona a vocazione agricola. Sebbene l'attività agricola interessi soprattutto i comuni della provincia, Benevento non fa eccezione, avendo nel suo territorio comunale ampie zone rurali. Tra le principali coltivazioni, l'uva, le olive e il tabacco.
Il settore secondario è piuttosto dinamico, soprattutto al livello delle piccole imprese. L'industria più sviluppata è quella alimentare, che comunque non raggiunge grandi dimensioni: in particolare sono importanti le industrie dolciarie (produzione del famoso torrone), ma vi è anche lo storico pastificio Rummo. Sono presenti inoltre industrie tessili, edili, metalmeccaniche, di lavorazione delle pelli e del legno. Presente anche l'attività artigianale.
Terziario
Il settore terziario è indubbiamente la leva dell'economia cittadina. Tuttavia, il commercio al dettaglio nel centro cittadino ha registrato nell'ultimo periodo una flessione non trascurabile, dovuta principalmente all'apertura di due centri commerciali negli ultimi anni.
Per il suo sviluppo economico, Benevento punta sulla valorizzazione delle produzioni tipiche locali, sulla conquista di un ruolo centrale in ambito nazionale per le vie di comunicazione e la ricerca scientifica, e soprattutto sullo sviluppo del turismo. La città vuole sfruttare pienamente il suo patrimonio storico e quello naturalistico dell'hinterland. Mentre il centro storico viene ristrutturato e sorgono nuovi musei, stanno, quindi, moltiplicandosi esercizi di ristorazione, alberghieri ed agrituristici.
Per quanto riguarda il settore dei servizi, in città ha sede Campaniacom, la prima compagnia indipendente nel campo dell'ICT di tutto il centro-sud.
Eventi
Spettacoli
- Benevento Classica: Festival Internazionale di Musica da Camera organizzato dall'Accademia Musicale del Sannio.
- SanniOpera Festival: festival annuale di musica classica, lirica e sinfonica organizzato dall'Associazione EufoniArchE.
- Quattro notti e...più di luna piena (a luglio): 6 giorni di concerti organizzati in contemporanea nelle piazze della città, rappresentazioni teatrali, eventi culturali.
- Festival internazionale di musica classica e lirica (a luglio)
- Colori Sonori (luglio - agosto): rassegna organizzata dalla compagnia stabile Solot in collaborazione con la provincia. Attraverso la musica si va alla riscoperta di etnie e culture.
- Sannio Fest (giugno): rassegna dei gruppi musicali beneventani che si svolge annualmente in Piazza Roma.
- Benevento Città Spettacolo (a settembre): festival di teatro, musica e cinema, accompagnato da mostre ed incontri culturali.
- BENgio Festival (a dicembre): Festival Promozione Giovani Cantanti Artisti di Musica Leggera.
- Stagione teatrale Palcoscenico Duemila (novembre - aprile), promossa dal Teatro Pubblico Campano in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune, e con il patrocinio della Regione Campania e dell'Ente Teatrale Italiano. La rassegna nasce nel 1988, ed insieme alla "Città Spettacolo" ha segnato la nascita e la crescita della tradizione teatrale di Benevento.
Premi
- Concorso Nazionale di Flauto Emanuele Krakamp concorso Nazionale di Flauto "Emanuele Krakamp" considerato uno dei maggiori concorsi sul territorio nazionale, organizzato dall'Accademia Musicale del Sannio "F. Devienne" è giunto nel 2008 alla 20° edizione.
- Premio Gladiatore d'Oro per le personalità che hanno dato lustro al Sannio.
- Premio Strega (a giugno/luglio): premio letterario a cui possono concorrere le opere edite in Italia nell'anno appena trascorso.
- Premio "a prescindere" (ad inizio luglio): spettacolo ispirato alla figura di Totò e presentato da Pippo Baudo; il premio vuole essere un riconoscimento attribuito a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, e dell'imprenditoria che si sono distinti per meriti artistici, sociali ed economici oltre che per l'impegno civico.
Altri appuntamenti
- Beach Volley Cup (a giugno)
- Ben Torrone: rassegna prenatalizia, svoltasi per la prima volta agli inizi di dicembre 2004, dedicata al dolce simbolo della tradizione culinaria sannita: il torrone. La manifestazione, organizzata dal Comune di Benevento, si svolge nel centro storico. La rassegna riunisce i maggiori produttori di torrone sia del Sannio che provenienti da varie regioni italiane.
Arte
Pittura
Tra gli artisti locali è da menzionare innanzitutto Perinetto da Benevento, che decorò la chiesa dell'Annunziata, dipingendo nell'aprile 1456 le Sette Gioie della Vergine, nel marzo 1457 Storia di San Giorgio e della Donzella, Sant'Antonio, La Madonna, San Michele con quattro Angeli.
Nel secolo successivo l'artista di maggior spicco fu Donato Piperno. Nel 1589 nella chiesa di San Domenico dipinse su legno San Vincenzo Ferreri e forse il Rosario; sono suoi, inoltre, il Martirio di San Gennaro nella chiesa dell'Annunziata, la Pace nell'aula delle riunioni dell'ex Seminario, la Deposizione nella chiesa di Sant'Agostino, Sant'Orsola anacoreta con Sant'Onofrio e Sant'Antonio abate nella chiesa di Santa Sofia.
Nel XVIII secolo Basilio Alvano dipingeva il quadro di Elia e Daniele, fatto collocare dall'arcivescovo Landi nella navata maggiore dell'antica chiesa Metropolitana, mentre il sacerdote Giuseppe Cassella nel 1786 dipingeva la Parrocchia di Santa Maria della Verità con una serie di affreschi, successivamente perduti nella guerra e nel terremoto nel 1980.
Nel XIX secolo svariati artisti furono attivi in città. Giuseppe Salvetti realizzò nel 1840, nel centro della volta della crociera dell'antica Chiesa Metropolitana, un grande dipinto dei santi Bartolomeo, Gennaro e Barbato, voluto dal cardinale Bussi.
Achille Vianelli nel 1850 fece aparire alla chiesa Santa Sofia un'aula di disegno che vide cultori come l'acquarellista Luigi Petrosini, Giuseppe Petrosini, il caricaturista Vincenzo Romano. Giuseppe Chiarotti (m. 17 gennaio 1905) dipinse San Pantaleone nell'estinta cappella omonima in piazza Piano di Corte. Suo anche un quadro perduto della Desolata in via Episcopio (già calata Olivella). Francesco Pastore (m. 22 dicembre 1907) dipinse Un brutto quartodora, negli uffici dell'Economato del Palazzo Provinciale; il cardinale Di Rende gli commissionò inoltre una rappresentazione di San Barbato per la cappella del Convitto Arcivescovile, ed a lui l'avv. Ignazio Pilla fece eseguire il ritratto del cardinale Donato Maria Dell'Ollio e quello del patriota Federico Torre.
Da ricordare inoltre: Gaetano De Martini, Maurizio Barricelli, Raffaele Maienella, Cesare Mainella, Attilio Zanchelli, Nicola Silvestri.
Il più autorevole esponente beneventano della pittura contemporanea è Mimmo Paladino, ex-docente del Liceo Artistico, assurto agli allori della fama mondiale con mostre in America ed in Cina. È tra i massimi esponenti della Transavanguardia. Attualmente vive e lavora a Benevento.
Musica
Giovanni De Vita in Thesaurus Antiquatarum menzionava, tra i collegi di arti e mestieri esistenti in epoca romana a Benevento, quelli dei tibicines e degli artifices organorum, ovvero suonatori e costruttori di strumenti. A conferma di ciò nel 1912, durante i lavori di costruzione della ferrovia Benevento-Cancello, nelle vicinanze della chiesa dei SS. Cosma e Damiano furono rinvenuti reperti che attestavano l'esistenza di un collegio musicale romano.
Per quanto riguarda il medioevo, la Biblioteca Capitolare di Benevento raccoglie numerosi codici musicali risalenti al IX secolo, scritti in notazione neumatica. Essi costituiscono la più grande raccolta di musica antica a disposizione oggi.
Nel XVI secolo si ha notizia di un primo organo in città, costruito fa Fabio Scoppa e Carlo Scala, posto nella scomparsa chiesa di Santo Spirito, all'inizio dell'odierno corso Garibaldi. Questo secolo e il successivo vedono numerosi contributi alla musica da parte di artisti locali. Domenico Scorpione, insegnante di musica al seminario, compose i Sacra Modulamina (1672), completa da cappella dedicata a Gioacchino Monti. Caratterizzata dal basso continuo dell'organo, comprende quattro "antifone" e "litanie della Beata Vergine" a cinque voci. Scorpione scrisse inoltre testi teorici come le Istituzioni Corali, dedicata al vescovo Orsini e un Introduttorio musicale. In questo periodo si annoverano poi Don Prisco Della Porta, maestro di cappella nella chiesa Metropolitana, che diede alla stampa Arianna Musicale, operetta dedicata al De Nicastro; e Sipontino, arciprete della Metropolitana.
Nel XIX secolo è famosa l'accademia poetica e musicale celebrata nel convitto delle Orsoline il 1° novembre 1849, in onore di papa Pio IX in visita a Benevento. In questo periodo si annoverano l'agostiniano Beniamino Arena, vissuto ai primi del secolo, compositore di canti sacri per il popolo, fra cui un famoso Miserere. Giuseppe Petrosini, ritrattista e musicista, fondatore della società mandolinista e del circolo filodrammatico, scrisse parecchie suonate, valzer (fra cui La vallata del Sabato, scherzo con tamburelli) e sinfonie (fra cui Aurora). Alla sua morte lasciò il suo harmonium al tempio della Madonna delle Grazie. Antonio De Maria fu un altro musicista, capo opera per circa 40 anni della schola cantorum del seminario. Anche il clinico Gaetano Rummo non ancora ventenne, appena diplomatosi in pianoforte al conservatorio di San Pietro a Maiella, musicò Iarba di Salvatore Cosenza, in 3 atti, eseguita il 17 marzo 1900 nel Teatro Comunale Vittorio Emanuele.
Nel 1980 è sorto anche a Benevento un Conservatorio musicale, situato nell'antico palazzo De Simone (già Collegio La Salle), e dedicato nel 2006 al compositore sannita Nicola Sala. Il Conservatorio dispone di una notevole biblioteca musicale con un patrimonio musicale di oltre 4.000 volumi ed opuscoli, di circa 300 dischi e di sei periodici correnti.
Onorificenze
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro al valor civile
«Sottoposta a violenti bombardamenti terrestri ed aerei e all'infuriare di combattimenti nelle vie cittadine, subiva con impavida fierezza gravi distruzioni, disagi e pericoli di ogni sorta. Duemila dei suoi cittadini sacrificavano la vita alla causa della Patria e della Libertà.»
— 1940 - 1945
Cinema e teatri
- Teatro Comunale Vittorio Emanuele
- Teatro San Nicola
- Teatro Calandra
- Cinema S. Marco
- Cinema Teatro Massimo
- Multisala Gaveli
- Multiplex Torrevillage
Voci correlate
- Sannio
- Provincia di Benevento
- Storia di Benevento
- Centro storico di Benevento
- Dialetto beneventano
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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