Casoria (pronunciare Casòria) è un comune di circa 80mila abitanti in provincia di Napoli.
La sua popolazione è distribuita tra il centro abitato che dà il nome al comune, che costituisce un'unica conurbazione con Afragola (con il cui comune infatti doveva essere fusa secondo il progetto fascista della grande Afragola), e l'unica frazione, denominata Arpino, con un rapporto di 3 a 1. Il comune comprende inoltre anche alcune aree geograficamente ricomprese nella città di Afragola, le maggiori delle quali sono contrada Casamerola e contrada Arcopinto.
Tra gli anni `70 e gli `80 la città di Casoria era detta «la Sesto San Giovanni del Sud» per la presenza di molte industrie di rilievo nazionale, tra cui spiccavano la Rhodiatoce, che vi produceva il terital, e la Calcobit. Gli stabilimenti non erano situati in una zona industriale (il Comune di Casoria ha aderito al consorzio ASI della provincia di Napoli successivamente, realizzando una zona industriale con i vicini comuni di Arzano e Casavatore). Dagli anni `90 viene spesso appellata, dai giornali, come «l'ex Varese del Sud».
Storia
Il nome di Casoria viene citato per la prima volta in alcuni documenti degli anni 993-998, ma va certamente ricollegato alla "casa aurea raviosa" che compare in alcuni documenti degli anni 952-988. Il toponimo, infatti, deriva dal latino "casa aurea" (dizione utilizzata insieme a "Casoria" fino al Trecento), che vuol dire letteralmente "casa d'oro": casa, abitazione rurale; e oro, riferito forse alla fertilità del territorio.
Una casa d'oro compare anche nei più antichi stemmi del comune, della prima metà del Settecento, che campeggiano nella chiesa di San Mauro. Proprio al santo protettore è legata un'altra ipotesi sull'origine del toponimo, che potrebbe derivare dalla "Casa Mauri" che compare in un paio di documenti stilati intorno al Mille tra Napoli e Aversa. Un'ipotesi suggestiva quanto problematica, come quella meramente linguistica, che guarda al greco κασάυρον (kasáuron, letteralmente postribolo, bordello).
Numerosi ritrovamenti archeologici attestano che il territorio era abitato già nel III secolo prima di Cristo. Era un territorio agricolo di confine, tra l'area Atellana e l'Ager Neapolitanus, sul quale nei secoli sono sorti e sviluppati diversi villaggi. E spesso anche scomparsi: una epigrafe greco-latina del 198 d.C., ritrovata in località Carbonella, testimonia proprio la grave crisi in cui versava l'agricoltura in quel periodo.
La ripresa arrivò solo dopo il VI secolo, con l'azione dei monaci Cassinensi, ovvero dei Benedettini. Secondo la tradizione popolare, Casoria sarebbe addirittura il "territorium gentianum" donato nel 529 dal padre di San Mauro al maestro Benedetto. Ma questa, benché confortata da tanto di falsi atti di donazione, è solo una leggenda.
Il territorio di Casoria, infatti, fa parte di una vastissima zona compresa tra l'area aversana e le pendici del Vesuvio sviluppatasi certamente sotto la spinta dei Benedettini a partire dal IX secolo. Il villaggio di Casoria, tuttavia, si è sviluppato in modo determinante intorno al Mille, ad opera del monastero benedettino napoletano di San Gregorio Armeno, che ha rinverdito o addirittura introdotto il culto di San Mauro.
Del XIII secolo Casoria era feudo dell'arcivescovo di Napoli e nel XV secolo costituiva un feudo insieme ai villaggi oggi non più esistenti di "Casignano"e "Olivola". Nel 1580 il feudo fu aggregato al demanio regio e nel 1631 venne messo all'asta e fu riscattato dagli stessi abitanti (all'epoca circa 300 famiglie), ad opera del sindaco Giovanni Pisa. Fece quindi parte dei casali demaniali, più tardi divenuti comuni.
Nel 1815 divenne capoluogo di un circondario del Regno delle Due Sicilie nel quale erano ricompresi 19 comuni. Nell'organizzazione ecclesiastica apparteneva alla diocesi di Napoli e dipendeva dall'arciprete di Afragola.
Il territorio paludoso venne bonificato agli inizi del XIX secolo. Quella che era stata una landa malsana divenne terra fertilissima, in grado di fornire fino a 5 raccolti l'anno, grazie alla fertilità della terra vulcanica, della superficialità e abbondanza della falda freatica e della laboriosità dei contadini.
Fino agli anni 1950 fu un centro prevalentemente agricolo, con un'economia fondata principalmente sulla produzione del vino e della canapa. L'abitato presentava un nucleo storico, riconducibile alle attuali Via San Benedetto e Via San Mauro, da cui dipendevano masserie e casali, in particolare sulle strade di collegamento verso la vicina Napoli.
Il centro abitato, oggi è uno dei maggiori della Campania (la popolazione è quasi quadruplicata tra il censimento del 1951 e quello del 1991), ha conosciuto la maggiore espansione demografica negli anni anni 1960, quando divenne il principale polo industriale del Mezzogiorno, oggi interamente dismesso.
Il centro di Casoria è situato tra Afragola e Casavatore, già frazione del comune, nonché i quartieri napoletani di San Pietro a Patierno, Scampìa e Secondigliano. Alcune lingue di territorio si insinuano tra Afragola, Carditello e Frattamaggiore.
Monumenti
Il nucleo storico della città è costituito da tre piazze (piazza Cirillo, piazza Trieste e Trento e piazza Santa Croce), collegate per mezzo della via Santa Croce al largo della chiesa di San Mauro.
- Chiesa di San Benedetto. Iniziata nel 1605 e terminata nel 1694, fu probabilmente preceduta da una cappella. come sembra attestare la lapide funeraria di Giacomo Torello da Fano, che partecipò alla spedizione di papa Innocenzo IV contro Corrado IV nel 1254 e morì a Casoria nel 1281. L'attuale struttura è diversa da quella originaria che, a causa di un incendio divampato durante i lavori e per la mancanza di ulteriori fondi, fu drasticamente accorciata assumendo così l'attuale forma (Il limite della struttura originaria è segnalata sulla via adiacente da una lapide marmorea).La chiesa, a croce greca ha un'unica navata e una cupola rivestita di maioliche. Il campanile seicentesco - la cui prima sezione sembra risalire addirittura ai secoli XI-XII - fu ricostruito nel 1930 e, a causa dei gravi danni riportati durante il sisma del 1980, è stato completamente ristrutturato nel 2004. Il complesso, inoltre, è composto dall'antica Congrega del Santissimo Sacramento (dismessa negli anni '60 del XX secolo) e, nella parte retrostante, dalle strutture nelle quali abitavano i monaci (ora abitati da gente comune).
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie o dell'Assunta. Già esistente alla metà del XV secolo (le prime notizie storiche fanno rifeimento all'anno 1459) come ospedale avente la funzione di rifugio dei poveri, infermi e pellegrini fu ricostruita nel 1737. L'abbassamento di livello della strada rese necessaria la costruzione di una scala di accesso, realizzata nel 1857. Al suo interno, a navata unica, è apprezzabile una splendida pala del Solimene posta alle spalle dell'altare maggiore e raffigurante l'Assunta e un organo a canne, restaurato a metà degli anni novanta. Dopo anni di lavori di consolidamento e restauro la chiesa è stata riaperta al culto il 31 maggio 2008.
- Basilica di San Mauro. Ricostruita sul sito di un'antica cappella a partire dal 1606, di stile barocco, conserva un pregevole soffitto a cassettoni in foglia d'oro della seconda metà del XVII secolo e diverse tele di Domenico Antonio Vaccaro, tra le quali la Visitazione (1741), l'Immacolata Concezione (1741), la Madonna col Bambino e i Santi Mauro e Gennaro. Interessante è anche il Fonte battesimale in marmo del 1794.
- Cappella della congrega del Carmine. Era la cappella ufficiale della municipalità e sorgeva proprio accanto all'antico Comune (ora demolito).Risale al 1651, successivamente ingrandita, costituita da un'unica navata.
- Chiesa del Santissimo Sacramento (con monastero annesso). Costruita tra il 1893 e il 1899 presso il municipio dall'ordine delle "Vittime Espiatrici di Gesù Sacramento" ad opera di Francesco Orefice. Di stile neogotico presenta pianta a croce latina a tre navate.
- Chiesa della Madonna della Mercede. Era anticamente conosciuta come la cappella di "Porziano" ed è nella zona del Campanariello. Da alcuni documenti si può ricavare che essa era dedicata a "Santa Maria la nova" e sorgeva nei pressi della "masseria di un tal sig. Comite", una sorta di locanda ad uso osteria. Oggi è quasi completamente priva dei fregi e dei marmi che la ornavano a causa dei vari furti dei quali è stata oggetto.
Nel 2005 è stato inaugurato il Casoria international contemporary art museum. La sede definitiva del museo è istituita in via Duca d’Aosta (rettifilo di Afragola), 63/a.
La frazione di Arpino
Arpino (nome degli abitanti arpinesi, patrono sant'Agrippino che si festeggia il 9 novembre) è una frazione del comune di Casoria.
La frazione nacque per scorporo dai comuni di Afragola e di San Sebastiano al Vesuvio, da cui nacque anche il comune di Volla: la località di "San Salvadore delle Monache", benché fosse uno dei villaggi dalla cui riunione ebbe origine Afragola, costituisce ricade oggi nella frazione di Arpino. Per essere esatti, la località Cittadella di Arpino è costituita in parte dell'antico villaggio di San Salvadore delle Monache (contrada San Salvatore) e in parte dall'antico casale del Salice, suddiviso con i comuni di Casoria e Casalnuovo di Napoli (frazione Tavernanova).
Oggi la contrada di San Salvatore di Arpino, presso cui è situato il primo grande insediamento commerciale della zona (il "Carrefour", sorto con il nome di "Euromercato" nel 1977, si avvia a costituire un'unica zona commerciale con la località Cantariello di Afragola (che comprende IKEA, Leroy Merlin, centro direzionale, Gran shopping Le fragole) ed è separata dal resto di Arpino dalla strada provinciale 1 (circumvallazione esterna di Napoli), che allontana Arpino dalla stessa Casoria, rendendola maggiormente legata alla periferia orientale di Napoli. La zona non ha una popolazione significativa; quando fu trasferita al comune di Casoria era disabitata e non aveva neanche gli odierni insediamenti di tipo commerciale o industriale. Molto caratteristica nella frazione di Arpino è il nucleo antico ovvero la cosiddetta 'via delle vicchiarelle' che per costituzione e caratteristica ricorda i vicoli di Napoli antica.
Due gruppi politici si battono per l'autonomia della frazione e per il completamento del decentramento amministrativo in relazione alla circoscrizione comunale creata nel 2002. Alle elezioni amministrative del 2008 si è presentata solo la lista relativa all'associazione "Noi d'Arpino", che, sebbene in passato legata al centro-destra, ha questa volta appoggiato il candidato del centro-sinistra, già senatore e sottosegretario Tommaso Casillo.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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